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Dipartimento di Cardioangiologia Riabilitativa

L’attività di ricerca del Dipartimento si sviluppa in un contesto generale di applicazione di programmi ad elevato contenuto clinico-assistenziale e di alta specializzazione rivolti a pazienti cardiopatici nella fase post-acuta di un evento cardiovascolare. In coerenza con gli obiettivi proposti dal Piano Sanitario Nazionale, la ricerca è finalizzata allo sviluppo delle conoscenze e alla implementazione di protocolli diagnostici e programmi riabilitativi nell’ambito di patologie di grande rilevanza epidemiologica e ad elevato assorbimento di risorse, come la cardiopatia ischemica post-acuta e cronica, gli esiti di cardiochirurgia e lo scompenso cardiaco. Tali obiettivi si realizzano attraverso progetti specifici nei seguenti ambiti:

a) Ricerca di base, sul versante della genetica e della biologia molecolare delle cardiopatie ereditarie con particolare attenzione alle cardiopatie aritmogene per le quali l’attività di Fondazione rappresenta il Centro di riferimento a livello Europeo e l’unico Centro Italiano in grado di offrire ai pazienti con patologie aritmogene ereditarie ad alto rischio di morte improvvisa un servizio di assistenza clinica specializzata e di puntuale diagnosi genetica. Sono stati identificati nuovi polimorfismi genetici responsabili e conclusi studi epidemiologici e di genotipo – fenotipo delle principali patologie aritmogene ereditarie. Sono in corso programmi per la applicazione della genetica molecolare alla gestione clinica delle aritmie cardiache con particolare riferimento alla stratificazione del rischio su base genetica e alla possibile terapia genica delle tachicardie ventricolari.

b) Fisiopatologia cellulare cardiovascolare, rivolta alla comprensione dei meccanismi fisiopatologici che sottendono l’insorgenza e la progressione della cardiopatia ischemica, dello scompenso cardiaco e, più in generale, del danno vascolare e miocardico, con particolare riferimento allo studio del metabolismo energetico cellulare, al ruolo dei radicali liberi dell’ossigeno, all’attivazione neuroumorale, e al grado di coinvolgimento di alcuni sistemi di particolare interesse quali la disfunzione endoteliale, l’ossido nitrico, lo stress ossidativo, il sistema delle citochine, i fattori che mediano l’ipertrofia e il rimodellamento, fino ai meccanismi molecolari che regolano l’attivazione dei processi di morte (apoptosi) e/o sopravvivenza cellulare. Particolarmente interessante è la dimostrazione della associazione o relazione tra cellule progenitrici endoteliali circolanti e scompenso cardiaco che si realizza attraverso l’azione mielosoppressiva delle citochine.

c) Ricerca clinica, in stretta connessione con le tematiche della ricerca di base e di fisiopatologia sperimentale, orientata allo sviluppo e applicazione di innovazioni tecnologiche e strumentali per la diagnosi precoce, valutazione e stratificazione prognostica delle cardiopatie, alla sperimentazione di programmi riabilitativi, alla ottimizzazione della terapia e alla prevenzione secondaria. Le tematiche di maggiore interesse comprendono: l’assetto neuroendocrino e il bilancio simpatovagale, l’analisi dei segnali biologici e dei disturbi del respiro durante il sonno, la fisiopatologia dell’esercizio, lo studio dei fattori che regolano o condizionano l’evoluzione clinica delle principali cardiopatie (con particolare riferimento alla cardiopatia ischemica e allo scompenso cardiaco), e dei fattori che influenzano l’outcome in riabilitazione. Significativi sono gli studi sulla fisiopatologia dell’esercizio fisico, tolleranza allo sforzo e funzione ventricolare nello scompenso, nel cardioperato e nell’anziano, sul potere prognostico aggiuntivo a medio e lungo termine di parametri clinici ergospirometrici e dei segnali cardiorespiratori nello scompenso, nonché sulla valutazione del rischio di disabilità associato o relato al rischio cardiovascolare.

d) Ricerca epidemiologica applicata nell’ambito di trials clinici, sperimentazione e valutazione di modelli assistenziali, orientata al coordinamento e/o conduzione di studi epidemiologici, alla sperimentazione farmacologica e di modelli assistenziali innovativi in ambito cardiologico. Attenzione speciale è rivolta allo sviluppo di modelli assistenziali e di interventi riabilitativi di alta specializzazione, differenziati in rapporto al grado di disabilità e comorbidità e allo sviluppo di sistemi di teleassistenza cardiologica applicati sia sul territorio che in ambito di programmi riabilitativi a lungo termine per il cardiopatico cronico.

L’attività scientifica del Dipartimento si realizza attraverso una fitta rete di collaborazioni interne, tra i Dipartimenti e gli Istituti di Fondazione, ed esterne con altri Istituti di Ricerca italiani e stranieri, particolarmente utile ed efficace nella conduzione di progetti a valenza multidisciplinare. Il Dipartimento favorisce la formazione, la didattica e gli scambi culturali attraverso iniziative di cooperazione con Istituti Universitari ed altri Enti di Ricerca.